il Libro

 

La copertina originale del libro edito da Thienemann VerlagQuella che vedete qui a sinistra è l'editio princeps del romanzo che uscì nel gennaio del 1979 ad opera della Thienemann Verlag di Stoccarda.

Per volontà dell'autore la storia venne pubblicata e stampata in due colori per meglio distinguere le parti ambientate nel mondo degli uomini (rosso) da quelle che hanno vita nel Regno di Fantàsia (verde).

A chi si accinge per la prima volta alla lettura di questo favoloso romanzo, consigliamo proprio l'edizione in due colori per non perdere quel coinvolgimento emotivo voluto dall'autore Michael Ende.

Altro particolare importante del romanzo, è la sua suddivisione in 26 capitoli (tanti quante le lettere dell'alfabeto internazionale), ciascuno dei quali è stato decorato dagli splendidi capilettera di Roswitha Quadflieg la quale si è ispirata alle stampe che ornavano le "Secentine" (i libri del secolo XVI). La stessa artista diede al romanzo una patina d'antico, come se "La Storia Infinita" facesse già parte d'un patrimonio letterario sedimentato.

Il romanzo di Ende è stato definito anche un metalibro, ovvero un libro che ne contiene un altro in forma ricorsiva, una forma di espressione surreale della parola già ben nota all'autore e molte volte messa in pratica in romanzi come "Lo Specchio nello Specchio" e "La Prigione delle Libertà".

Basti pensare che ne "La Storia Infinita" esistono ben tre libri con quel titolo:

  1. quello scritto da Michael Ende in cui si raccontano le vicende del mondo dei Figli di Adamo (in rosso) e del regno di Fantàsia (in verde);

  2. quello rubato da Bastiano nel negozio di antiquariato del signor Coriandoli, rilegato in pelle e con l'AURYN in copertina, libro in cui si narrano le vicende del regno di Fantàsia e che Bastiano legge nella soffitta della scuola;

  3. quello custodito nella Montagna Vagante e poi riscritto dal Vecchio, tecnicamente speculare a quello di Ende poiché in esso le vicende dei Figli di Adamo sono in verde mentre quelle del regno di Fantàsia in rosso.

Grazie a questa struttura, Ende riesce a infrangere la barriera che divide lettore e personaggio, poiché Bastiano passa da un ruolo all'altro nel corso della storia. In questo modo, anche il confine tra realtà e finzione risulta meno netto e, in alcuni passaggi (fra tutti, l'urlo emesso da Bastiano ed udito da Atreyu e Ygramul), quasi indistinto.

Purtroppo però, in molti associano il libro alla pellicola cinematografica girata nel 1984 da Wolfgang Petersen (che ha firmato film importanti e famosi come “U-Boot 96”, “Il mio nemico”, “La Tempesta Perfetta”, “Troy” e “Poseidon”), e rappresenta ancora oggi una delle produzioni cinematografiche più costose nella storia del cinema tedesco.

Tuttavia, questo abbinamento romanzo-film non è del tutto esauriente poiché il film racconta solo ciò che accade nella prima metà del romanzo. I sequels, ad opera di altri registi come George Miller e Peter MacDonald, si sono poi completamente staccati dal testo e raccontano storie parallele, non precisamente pertinenti al racconto e questo ne spiega almeno in parte il mancato successo al botteghino.

 

attenzione qui sotto è raccontata la trama del romanzo
non leggete oltre se non volete perdervi la sorpresa

 

La "vera" storia raccontata nel romanzo è quella del piccolo Bastiano, un undicenne orfano di madre e ignorato dal padre che è assiduamente dedito al proprio lavoro ed alla razionalità. E' un bambino schivo, che rifugge la realtà, un po' vigliacco ed impacciato e per questo è continuamente angariato dai compagni. Ma ecco che nella bottega di un vecchio libraio scopre che esiste “La Storia Infinita”, un libro che nasconde un segreto e che rappresenta per lui la rinascita delle emozioni. A poco a poco la lettura del racconto lo porta a conoscere il mondo di Fantàsia, un luogo incantato popolato da innumerevoli creature fantastiche minacciate da una misteriosa forza oscura: il Nulla.

Non sembra esistano spiegazioni a questa dilagante distruzione, tuttavia la lettura del libro gli rivelerà che è proprio quella ottusa razionalità cui il genere umano è devota a fornire il nutrimento che alimenta il Nulla e che distrugge i sogni; capirà di essere proprio lui, quindi, il solo in grado di poter salvare quel fantastico e sconfinato mondo e tutte le affascinanti creature che lo popolano.

Proprio al culmine del disastro, Bastiano compirà il miracolo: riuscirà a salvare il Regno di Fantàsia, ad entrarvi ed a vivere in esso una quantità impressionante di avventure... (nda: e con queste parole, qui finisce il film, per chi lo ha visto).

Nella seconda parte del racconto, Bastiano vive tutte quelle avventure che aveva sempre desiderato,  ma ora egli non è più quel bambino impacciato e timido che era nel mondo degli Uomini: con il potere dei desideri può permettersi una nuova è più carismatica identità, quella di un bellissimo principe riccamente abbigliato, intelligente, sapiente e soprattutto impavido.

Il nuovo Bastiano ricorre a tutta la propria immaginazione per ricostruire Fantàsia più grande e più bella di prima, ma certo nella sua mente di ragazzo non immagina che il Nulla ha in serbo un'ultima carta da giocare. Non può sapere, infatti, che esprimendo i propri desideri sta proprio facendo il gioco di quello stesso Nulla che tanto assiduamente ha tentato di sconfiggere. Il problema è che non si tratterà più di fronteggiare Gmork (il Lupo Mannaro), o uno qualsiasi degli avatara del Nulla, ma dovrà affrontare la più difficile delle sfide: quella contro se stesso.

 

“… ma questa è un'altra storia
e la si dovrà raccontare un'altra volta”.