Una Musica Infinita

 

PER COMUNICARE UN'EMOZIONE
E' NECESSARIO VIVERLA !

Pianoforte Technics PX-74Per  la colonna sonora de “La Storia Infinita” mi sono completamente affidato alle emozioni. Certo la difficoltà principe sta nel riuscire a catalizzarla e riversarla in musica, ma dopo quasi due anni di lavoro devo dirmi pienamente soddisfatto del risultato.

Sin dalle prime battute dell'adattamento teatrale mi resi conto che il mio lavoro sarebbe stato completo solo accostando al testo una musica importante, completa, sinfonica, che sottolineasse gli avvenimenti e la vita di Atreyu e Bastiano, ma dovetti attendere di averne completato la prima stesura per decidere esattamente dove questa sarebbe stata più incisiva e teatrale.

Le musiche per le colonne sonore, tanto del teatro quanto del cinema, sono sempre difficili da comporre proprio perché "costrette" in tempi prestabiliti, in scene la cui durata è predeterminata e soprattutto perché devono fare da sottofondo senza mai emergere completamente. L'artista deve così "disegnare" la sua musica proprio come fa il pittore quando traccia i contorni degli oggetti. Il tutto deve apparire come un sottile fumo, che si adatta, che muta e si avvinghia alla scena senza essere tanto abbagliante da accecare il pubblico e distrarlo e che sia in grado di enfatizzare i colori, i personaggi e la storia in quel momento rappresentata.

Come mio solito, fissai alcuni paletti invalicabili onde impedirmi il fin troppo facile ricorso alle citazioni delle ultranote musiche del film di Wolfgang Petersen del 1984.

  • creare esclusivamente musica nuova, originale:
    per quanto riguarda la realizzazione delle musiche originali non ho mai avuto particolari problemi anche perché potevo muovermi liberamente in un contesto a me congeniale come il surrealismo quindi senza limiti di potenziale. Mi è occorso solo molto tempo, questo sì, anche perché non scrivo musica di professione e posso farlo solo nei ritagli, ma con un pizzico di fortuna e l’aiuto di Dio ho potuto e saputo scovare nei meandri dell’espressione musicale quell’accento, quel suono, quel ritmo più adatti alla singola scena;

  • nessun riferimento alla colonna sonora cinematografica:
    come ho detto poc'anzi, è una scelta obbligata per chiunque si accinga a realizzare musica destinata all'ascolto scenico: prendere le distanze da ciò che è già stato fatto e detto. Le musiche dei film si ricordano fin troppo facilmente e questo è, a mio modesto parere, un errore. Sono convinto che la musica di uno spettacolo teatrale o di un film debba restare lì, indietro, nascosta nei ricordi, presente come una farfalla con i suoi mille colori eppure inafferrabile. Quindi volevo proporre una nuova e più armoniosa visione globale del regno di Fantàsia attraverso l'impiego di strumenti orchestrali e dando predominio comunque a quelli da me più amati (violoncelli, flauti, corni francesi, oboe e percussioni cromatiche), agli strumenti etnici (nay, djembe, talempong, marimba, fiddle) ed a quelli delle grandi orchestre;

  • mai e poi mai la musica avrebbe dovuto prevaricare l’Attore o la Scena:
    in molti mi avranno sentito dire – e lo ribadisco – che musica, scenografie, luci e costumi non sono altro che la cornice del quadro, ma il vero protagonista dello spettacolo sono e devono rimanere sempre e solo le persone, gli Attori, i Personaggi. Quindi laddove dovevo scegliere tra la musica e la parola, credetemi non avevo dubbi;

Flauto di Pan e Traverso Bulgaro (tipo Kaval)Il miglior momento per lasciarsi andare all’ispirazione è stato proprio durante le prove dello spettacolo. Avevo bisogno di sentire le voci dei personaggi, di vedere i loro movimenti per cogliere l’intuizione giusta e creare una musica che li enfatizzasse senza farli passare in secondo piano.

Buona parte delle musiche sono state create attorno ai Personaggi più che per lo spettacolo in sé. Così ci sono musiche plasmate su Atreyu, su Bastiano, su Cairone e su molti altri e naturalmente anche musiche costruite per istigare una precisa sensazione uditiva.

In quanto agli effetti sonori, ci sono rumori, gorgoglii, stridii, rintocchi di campane, scricchiolii sinistri, vibrazioni ultrabasse ecc. il tutto creato appositamente per suscitare nel pubblico un’autentica emozione.

Nella generalità dei casi la musica, quindi, fa da sottofondo alle scene enfatizzandone il pathos, sottolineandone la tragicità o l’allegria. Talvolta, invece, riveste un ruolo più decisivo, più importante ed allora si permette di diventare la vera protagonista della scena. A puro titolo di esempio cito il volo del Drago Fùcur, perfettamente sincronizzato con gli attori in scena e che prende circa due minuti in perfetta sincronia con le sontuose proiezioni digitali. Oppure la Battaglia per la Torre d'Avorio nella quale scena, a ritmo di musica, si scontrano gli eserciti opposti di Bastiano ed Atreyu.
L'armata dei rievocatori di turno nelle varie repliche, entrava a passo cadenzato sulle note battenti del brano "Battle" percuotendo gli scudi con autentiche spade d'acciaio. Una resa scenica impressionante che in più di un'occasione ha fatto sobbalzare il cuore al pubblico.

Per i più curiosi - e per gli addetti ai lavori - fornisco alcune informazioni sugli strumenti musicali da me utilizzati per comporre, arrangiare e registrare le musiche, gli effetti sonori e le voci di scena:

  •  Hardware:
     - Asus PC;
     - iMac;

  • Software:
     - Steinberg Cubase
     - Voyetra RMP
     - Adobe Audition (pre/post-produzione, e sincronizzazione audio-video);

  • Strumenti musicali:
     - Bosendorfer Grand Piano
     - Chilean Pan-Flute
     - EastWest Quantum Leap Pianos
     - EastWest Quantum Leap Symphonic Choir
     - Edirol Cakewalk MIDI Keyboard A800pro
     - Ethiopian Recycled Mbira
     - Egyptian Nacre Tambourine
     - Original Kaval Flute
     - Halion Symphonic Orchestra
     - Hohner Recorder
     - Navajo Ritual Rain Stick
     - Remo, Tama, Tamburo and Yamaha Drums
     - Roland SC-8850pro sequencer
     - Technics KN-6000 Digital Keyboard
     - Technics Digital Piano PX74
     - Vicfirth Sticks
     - Voyetra RPM Midi Sequencer
     - Zildjian Dishes

  • Registratore digitale:
     - Roland R-09HR Digital Recorder
     - Shure Microphones

  • Additional Choirs in "Battle":
     - Arjuna's Boys Choir
     - QLSC

    (*) ringrazio Rossana Bruzzone per la traduzione in latino delle parole della nuova versione di "Battle";
    (**) ringrazio Amelia Rossini per avermi autorizzato ad usare la sua voce per Uyulala;

Durante le varie rappresentazioni, ho invece utilizzato un player "non standard" basato sul sistema operativo Linux/Ubuntu e Linux/Mint.

 

 

“… ma questa è un'altra storia
e la si dovrà raccontare un'altra volta”.