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Lorigine storica dello haiku è antica e
non semplice da delineare.
Lo haiku trae le sue origini dalla più antica
tradizione poetica giapponese (waka).
Waka significa letteralmente
"poesia giapponese" ed indica in senso lato tutti i componimenti poetici in
lingua giapponese. In accezione più ristretta, identifica tutta la produzione poetica
antecedente al
renga .
Tale genere di componimento poetico era
appunto chiamato "a catena" in quanto costituito da poemi
"concatenati", dalla metrica estremamente rigida e composto da autori diversi
che si ritrovavano insieme. Il "maestro" dava inizio al waka componendone
lemistichio superiore (kami no ku ) composto da 17
sillabe con ritmo 5-7-5 , denominato
hokku , che forniva il tema
della composizione e ne costituiva lessenza, quindi un secondo autore aggiungeva
lemistichio inferiore (shimo no ku ) di 14 sillabe
(7-7), e così di seguito alternatamente fino a giungere al termine del poema che poteva
constare di 36, 50 o 100 versi. Ciascun verso era denominato
ku .
Un hokku doveva avere due caratteristiche
fondamentali:
consistere di 17 sillabe con metrica 5-7-5;
contenere il kigo, cioè il riferimento ad una
delle quattro stagioni dellanno.
Ecco un esempio di "renga composto
nel 1488 da
S gi,
Sh haku e
S ch
( ). Si tratta di una delle più famose sequenze ed è
intitolata "Cento stanze di tre poeti a Minase". Tuttavia, per brevità,
citeremo solo i primi sei dei cento ku nei quali si sviluppa l'opera. Abbiamo inoltre
indicato tra parentesi la parte che ogni poeta prendeva dal precedente per comporre il
proprio ku.
ll
renga si sviluppò a partire dal XII secolo e contribuì alla popolarizzazione
della cultura aristocratica.
Si trattava allinizio di un passatempo letterario in uso presso i poeti di corte,
una sorta di gara "artistica" fra autori. Dal XIII secolo tale forma di
componimento si diffuse anche in altri strati sociali della popolazione, quali monaci e
guerrieri, perdendo via via la prerogativa di forma culturale elitaria. Ciò fu dovuto
proprio alla struttura stessa del renga, che come abbiamo visto nellesempio,
era formato da ku sequenziali.
Lautore
si basava esclusivamente su quanto scritto dal suo predecessore e quindi il tempo del
componimento era un eterno presente, e cioè permetteva allo scrittore un grado di
espressione basato su quanto aveva davanti agli occhi leggendo il ku precedente.
Questa forma "slegata", e latteggiamento dell "adesso ed in
questo luogo", che si poteva ricondurre quasi alle antiche ballate, avvicinarono la
"poesia" al popolo ed il renga conobbe una diffusione di massa ed una
popolarità enormi. Tale popolarità portò anche alla modifica dei contenuti letterari
del renga stesso, non più quindi esclusivamente argomenti legati
allaristocrazia di corte, bensì alla vita di tutti i giorni, fino a dare origine ad
un genere poetico che usava un linguaggio colloquiale ed a volte anche umoristico: lo
haikairenga .
Ed
è proprio nel XVI secolo, con il comparire sullo scenario della letteratura giapponese dellhaikairenga,
che noi troviamo le origini del genere haiku.
Dallo
haikairenga, nasce infatti lo
haikai che era una forma poetica di sole 17 sillabe con una
struttura 5-7-5. Questo haikai aveva dunque acquisito la caratteristica di divertimento
poetico non più raffinato, ma molto popolare, umoristico e satirico.
Gli
autori di haikai denominati
haikaishi che in un primo momento avevano cercato di sviluppare una
tecnica particolare tramite luso di figure retoriche etc. successivamente passarono
ad un tipo di scrittura usando acrobazie verbali, dando inizio a vere e proprie gare,
durante le quali, in un tempo prestabilito, ogni autore cercava di comporre il massimo
numero possibile di ku.
Nel
1680 Saikaku compose 4.000 ku e pare che
quattro anni dopo ne compose ben 23.500 in ventiquattrore.
Nel
XVII secolo fa la sua comparsa sulla scena letteraria Matsuo Bash più grande autore di haikai, dando
origine ad un nuovo stile non più legato ad acrobazie verbali. Bash peregrinò a lungo per il Giappone e la sua fu la
"via delleleganza" come egli stesso la definì, e fece della propria vita
unopera darte compiendo una vera "rivoluzione" nel campo della
letteratura giapponese:
separò
i primi tre versi iniziali del renga, (hokku o haikai), determinando un
componimento a sé stante, completo e definito, che pur nella sua brevità , mantiene
intatte sensazioni e sentimenti, espressi con la purezza dellessenzialità. Creò
quindi una nuova impareggiabile forma poetica più tardi nota come
haiku ;
riscoprì
la natura ed il suo essere tuttuno con lanimo umano. Il mondo giapponese
dellepoca amava molto la natura, ma Bash
andò ben più lontano: la "cantò". Infatti durante i suoi viaggi andò a
vedere di persona laghi, monti e luoghi, avendone esperienza diretta.
Gli
haikai di Bash raggiungono vette
poetiche elevatissime, passando dallimmenso al piccolo, dalluso di termini
onomatopeici a linguaggi surrealistici, come esemplificano questi versi scritti nel 1689:
araumi ya
Sado ni yokotau
ama no gawa |
mare
selvaggio e sopra lisola di Sado la Via Lattea |
nami no ma ya
kogai ni majiru
hagi no chiri |
tra
le onde piccole conchiglie frammiste a petali di hagi |
akaaka to
hi wa tsurenaku mo
aki no kaze |
rosso
rosso dardeggia il sole vento dautunno |
shizukasa ya
iwa ni shimiiru
semi no koe |
profondo
silenzio penetra le rocce frinire di cicale |
A
partire dal 1868 il renga praticamente scomparve, mentre lo haiku (o haikai)
prosperò.
Per
la sua brevità (sole 17 sillabe), è un componimento estremamente difficile. Comporre haiku
significa esprimere non un pensiero o unimpressione, ma lo sviluppo
dellessenza di unimpressione. Usando le parole di Bash bisogna dar parola alla luce nella
quale sintravede qualcosa prima che scompaia dalla mente. Bash non generava i propri versi dal pensiero,
ma tramite unesperienza diretta ed immediata.
Tramite
lo haikai, Bash oltre a sviluppare la
tradizione poetica del suo Paese, raffinò la sensibilità stessa del popolo nipponico.
A
conclusione di questi brevi cenni storici, è bene tenere in considerazione alcune cose:
haikai (più tardi noto come haiku),
è una contrazione di haikairenga ed è molto spesso sinonimo di renga, in
quanto, lo ricordiamo, una successione di haikai forma un renga;
-
il
termine haiku, nella moderna accezione di "verso a sé stante", cioè
autonomo e non più come parte iniziale di un componimento, è stato così definito dal
critico letterario Masaoka Shiki solo nel XIX secolo. Il tal modo il ruolo dello haiku
viene ben definito e distinto da quello dello hokku.
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